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tappa anzio

di jacopo (03/04/2007 - 09:58)

adesso che sono passati alcuni giorni dall'evento è giunto il momento di scrivere qualcosa sulla tappa di anzio,andiamo con ordine.
Che le cose non sarebbero state facili lo si poteva capire già dalla giornata di preparazione (giovedì). Nonostante un viaggio con barca al traino sorprendentemente veloce che ci faceva arrivare in netto anticipo sull'ETA ci trovavamo con Matteo ad armare la barca, stazzare le vele e l'attrezzature, e metterla in acqua prima delle 19.00. Il duo procedeva con solerzia a spacchettare il barco e armare l'alberello e in un momento di follia e e impavida fiducia decideva di armare il palo da soli. Lì abbiamo avuto i nostri 15 min. di panico quando quel c.... di paranco non faceva scendere l'albero nella scassa perché si era attorcigliato, La prospettiva era di rimanere con tutto sospeso per aria o abbattere tutto per terra e tornare a casa. Come sempre in queste situazioni arriva l'angelo salvatore (che nel caso aveva le fattezze di Giorgio) che risolveva la situazione. A dire il vero non credo negli angeli, ma mi è evidente che in situazioni di panico e confusione mentale basta uno che ragiona e la soluzione la scopri sotto gli occhi, anzi davanti. Cmq alla fine per sera quando arrivano gli altri la barca e in acqua con le vele stazzate. Il commento della giornata è "se questa classe scomparirà sarà per colpa dell'albero". Adesso un'immagine di Anzio per rilassarsi:

Cominciamo col resoconto della prima giornata:
un po' bene e un po' male, bene perché abbiamo esordito con un 13 che per noi è buono, male perché nella seconda regata abbiamo fatto un pasticcio sulla prima boa di bolina incastrandoci in una posizione dove l'unica opzione era affondare. Risultato: una botta dietro e una di prua all'equipaggio tedesco. Ci hanno un po' insultati....ma non abbiamo capito la mamma di chi!
La seconda giornata è stata molto positiva perché a parte la prima regata merdosina abbiamo centrato due centro classifica che sono la nostra posizione di riferimento..ma il peggio doveva ancora venire!
Questa una foto del simpatico equipaggio soddisfatto al ritorno della giornata:















Il terzo giorno siamo partiti belli carichi (anche se con l'ansia di disarmare la barca e ripartire per casa)
Partenza a destra sulla prima regata, lato destro tutto per noi e arriviamo nei primi sei sulla boa, poppa a contatto con i primi, giriamo la boa ripartiamo belli stretti di bolina subito in assetto e.... ci troviamo una barca che risale da sotto vento mura a dritta, no room: centro pieno. La cosa triste dell'incidente è che a bordo c'è qualcuno che pensa di aver ragione; puerile e inutile. Fatto sta che la regata è compromessa, i cervelli sono andati in pappa e i c......i girati, personalmente avrei tornare a nuoto dalla vergogna.
Ogni regata, cmq, fa storia a sé..ma il karma non è acqua _(specialmente in mare). Seconda regata partenza a destra più per scelta condizionata dal ritardo in partenza ma nuovamente grande conduzione a siamo di nuovo tra i primi alla boa, sempre poppa a contatto con i migliori ma....pasticcio in boa, il fiocco sale male per un ritardo con lo spi che si sgonfia, una barca s'infila all'interno, gran casino in ammainata, la barca non riparte saltano i nervi, incertezza su cosa fare (poltiglia di cervelli a bordo) e qualcuno decide di tornare verso casa. Per me non è così che si fanno le regate e s'impara a regatare al meglio.
Poi non c'è più nulla d'interessante da raccontare a parte la solita sprogrammazione cronica quando c'è da smontare la barca, la vergogna di rispondere male a i danneggiati..passo e chiudo spero per qualcosa di meglio a Cala Galera a maggio.

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